.
Annunci online

nerokiaro
design della comunicazione visiva


Diario


29 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] N'ata vota




Tra lavoro, pause e studio
‘a jurnata pare fernuta,
ma te vedo ‘nu minuto
e se fa juorno n’ata vota.
Doje baci ‘n miez’ ‘a gente,
si’ tropp bella pe’ resiste.
Loro parlano, ma chi ‘e sente?
È ammore, ‘o sann’ chiste?

nk
250805
__________________________________________________________________________________________________
-




permalink | inviato da il 29/3/2006 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


28 marzo 2006

[ Tool ] GiuliaSalis



Lei è ragione e sentimento del dipingere.
Semplicemente.





permalink | inviato da il 28/3/2006 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


28 marzo 2006

[ Recensioni ] E intanto Penelope tesse la sua tela

Le navi partono per mare, ma il cuore resta qua, gli dèi ci truccano le carte per confondere la verità. C'è scritto nella Bibbia che il Signore si servì di una puttana per entrare a Gerico. E Venere era strabica, Beehtoven era sordo, ed era bassa e mora Marylin Monroe. E Superman si veste in giacca e cravatta per nascondere ai terrestri la sua vera identità, il diavolo ha una fabbrica di pentole ma per quanto possa insistere i coperchi non li fa. Colombo navigò fino ai Caraibi ma poi non ballò la salsa con la gente che incontrò. Mosè guidò il suo popolo alle porte di Israele, ma morì là sulla soglia e non entrò.

E tutti quanti ballano sul ritmo giusto.
E intanto Penelope tesse la sua tela nell'ora di punta.
Cenerentola si è presa una sbandata, però sa che a mezzanotte tutto quanto finirà, allora si organizza perchè dopo mezzanotte qualche cosa resti mentre tutto scorre e se ne va. E Giuda non si è mai capito bene se quel bacio fu un tradimento o la più grande fedeltà. E Chiara era una ricca signorina che divenne ancor più ricca quando amò la povertà. Le navi partono per mare, ma il cuore resta qua, gli dei ci truccano le carte per confondere la verità. E intanto Penelope tesse la sua tela nell'ora di punta. E tutti quanti ballano sul ritmo giusto nell'ora di punta. Se io mangio due polli e tu nessuno, statisticamente noi ne abbiam mangiato uno per uno. E intanto Penelope tesse la sua tela nell'ora di punta.

Leonardo sezionò diversa gente per scoprire che la mente non si vede ma ce l'hai. E Nobel inventò la dinamite ed il premio per la pace per chi non la usasse mai. E Dante identificò l'amore nel profilo di Beatrice, però un'altra lui sposò. E Marley era figlio di una nera e di un marinaio bianco ed il mondo conquistò. Mercurio c'ha le ali alle caviglie e i messaggi li consegna anche se uno non li aspetta. E Fred scoprì che quando il ritmo è giusto non ha niente a che vedere con quello della lancetta. Adamo morì e venne seppellito con un seme nella bocca e quel seme germogliò, divenne un grande albero, ci fecero una croce e su quella croce Gesù Cristo sanguinò.

-------------------------------------------------------------------
Jovanotti / Buon Sangue - Lorenzo 2005 (2005) / Penelope




permalink | inviato da il 28/3/2006 alle 18:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


27 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] C'eravamo tanto odiati

Certo che studiare con passione è una gran bella cosa...
certo che gli esami è meglio considerarli tappe di un viaggio ché non ostacoli di una corsa...
Ma, si sa, anche nei migliori viaggi c'è la sosta odiosa eppur obbligata, quella in cui ti tocca controllare l'acqua al radiatore mentre piove a dirotto e l'ombrello tanto per cambiare lo hai perso, quella in cui ti fermi a far benzina nel cuore della notte ad un self service fuori dal mondo civilizzato che ti risputa continuamente l'unica banconota che hai, quella della pisciatina d'emergenza quando sei a tre chilometri da casa e fuori c'è meno-trenta...
Ecco, con oggi, radiatore pieno, benzina fatta e vescica a posto...
Resta un pò di freddo addosso misto a fastidio ed indolenzimento, ma un pò di sole asciugherà il latte versato. E poi via, verso una nuova tappa, l'ultima di questa avvincente avventura.
__________________________________________________________________________________________________
A mai più rivederci cari i miei Ago & Vidotto.
Addio, cara la mia odiata storia moderna.
Fanculo, cari i miei TristeProf & AssistenteZitellacciAcida!!




permalink | inviato da il 27/3/2006 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


26 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] Divertitevi mentre io studio...




permalink | inviato da il 26/3/2006 alle 14:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


25 marzo 2006

[ Recensioni ] Generosità e orgoglio

La generosità consiste nel dare più di quanto tu possa,
mentre l'orgoglio consiste nel prender meno di quanto ti sia necessario.

[ Kahlil Gibran ]




permalink | inviato da il 25/3/2006 alle 14:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


24 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] ...e sono 25!!



Oggi compio 25 anni.
“Senza qualcuno, nessuno può diventare un uomo”.
Niente nomi e niente elenchi.

Dalle radici ai frutti, ha goduto dell’odore dei fiori e dell’andare delle stagioni; forte delle giornate di sole, ha imparato che anche la pioggia fa diventare grandi e che l’arcobaleno inizia e termina in due cuori distanti. Mai solo, mai davvero, il mio albero cresce che è un piacere.
A quanti, da vicino e da lontano, consapevoli o no, lo hanno portato fino a qui, un grazie, col cuore,

Christian
nk




permalink | inviato da il 24/3/2006 alle 8:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (41) | Versione per la stampa


23 marzo 2006

[ A Lezione di Tool ] Lez 9: Più avatar e antipixel per tutti!


Vedremo oggi come creare un simpatico avatar e i famigerati banner antipixel
su misura per il nostro blog.

---------------------------------------------------------------------------

AVATAR
1. Apri un nuovo documento.
2. Chiudilo.
3. Apri il tuo browser di navigazione internet (Explorer o altri), e vai a 
questo indirizzo.
Poche istruzioni e una semplice interfaccia grafica ti permetteranno di costruire il tuo perfetto alter-ego digitale. Divertiti a sperimentarne le variazioni e a personalizzarlo con i tanti accessori disponibili.


ANTIPIXEL
1. Se hai capito che aprire e chiudere un nuovo documento era solo una presa in giro, vai direttamente a 
questo indirizzo. Anche qui, un'interfaccia molto elementare e pochi valori da inserire ti consentiranno di avere il tuo bannerino professionale da esibire e scambiare con gli altri bloggers. Sbizzarisciti a provare nuovi abbinamenti di colore. Unico limite: la tua immaginazione!

---------------------------------------------------------------------------
Ecco come propinarvi, visto il poco tempo che posso sottrarre in questi giorni allo studio, una lezione interessante con il minimo sforzo.
Oh, fatemi vedere che ne viene fuori!




permalink | inviato da il 23/3/2006 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


21 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] Resto a guardarlo

Le sue onde e i flutti, il suo lento e perpetuo infrangersi, resto a guardare, a due passi, indietreggiando quando arriva l’onda lunga, quando rischio di bagnarmi. Non scappo. Mi scanso appena, a volerlo sfidare, ad imporgli di fermarsi un istante prima di toccarmi.
Porta voci e silenzi mai ascoltati, messaggi in bottiglia che non so decifrare se non a distanza di anni. Il suo esserci nonostante tutto e nonostante me; l’essere così discreto nella sua invadenza e amorevole nella sua veemenza: questo amo sopra ogni cosa, perché è la sua natura, non il suo ruolo.
E resto a guardarlo, a due passi, ad indovinare sul suo viso le tracce del mio essere passato e futuro. E vorrei saper scrivere, dipingere e cantare di lui, ...parlare a lui.
Sono bambino e un istante dopo un uomo, e maledico la risacca che me lo ha portato via, ancora una volta, per chissà quanto tempo.

nk
230805




permalink | inviato da il 21/3/2006 alle 14:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


20 marzo 2006

[ Recensioni ] Sempre con la luna, tutto comincia a farsi di sogno sulla terra

Sempre con la luna, tutto comincia a farsi di sogno sulla terra, come se la vita se n’andasse e ne rimanesse una larva malinconica nel ricordo. Escono allora i sogni, e quelli appassionati pigliano qualche volta la risoluzione di passarsi una corda attorno al collo e appendersi a un albero immaginario. Caro giovanotto, ognuno di noi parla, e dopo aver parlato, riconosciamo quasi sempre che è stato invano, e ci riconduciamo disillusi in noi stessi, come un cane di notte alla sua cuccia, dopo aver abbajato a un’ombra.

-----------------------------------------------
Luigi Pirandello, I giganti della montagna




permalink | inviato da il 20/3/2006 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


19 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] Ti sei perso nella campagna elettorale?


In vista delle elezioni del 9 e 10 aprile, anche il web si adegua: i siti dei partiti si rifanno il trucco, si moltiplicano nella blogosfera i post dedicati - spesso in real time - alle tappe della campagna elettorale in atto e spuntano, come funghi, siti e blog satirici, propagandistici e di servizio.
Tra i tanti, segnalo
questo: un test Openpolis che cancola le distanze tra i partiti confrontando le diverse posizioni sui 25 temi più presenti nei programmi elettorali e nei dibattiti politici.
"TI SEI PERSO NELLA campagna elettorale? E ALLORA orientati!" - recita in home page.
Non è infallibile e nemmeno sacrosanto nei risultati, ma senz'altro utile per fare chiarezza, se non sul proprio orientamento, almeno su quello dei partiti nei confronti dei temi di maggior rilievo e attualità del nostro Paese.
Quella sopra è la mia posizione elaborata dal cervellone di
VOI SIETE QUI. Diciamo che in buona parte c'ha preso, ma mi preoccupa un pò la poca distanza che mi attribuisce dalla Lega, da una parte, e dalla Rosa nel Pugno, dall'altra. Ma del resto si sa, al cervellone manca il cuore.




permalink | inviato da il 19/3/2006 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


19 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] 19 marzo

Auguri al mio papone.




permalink | inviato da il 19/3/2006 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


18 marzo 2006

[ Tool ] InsanaMente



Non c'è niente di costante, tranne il cambiamento!
________________________________________________________________________________________________
Stasera si parte per Campiglio..
Voglia si Surfare a mille, dato che è "parecchio" che non scio..
l'ultima volta, due settimane fa, causa gionocchio demolito, nebbia e neve, ho fatto due piste in totale..quindi non vedo l'ora di mettermi la tavola ai piedi..( e oggi in testa mi parte Two Minutes to Midnight degli Iron Maiden)




permalink | inviato da il 18/3/2006 alle 23:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


18 marzo 2006

[ Recensioni ] Elezioni politiche 2006

Voglio sottoporre al vostro giudizio questo volantino della CdO. Nel giudicare, vi chiedo, però, di andare oltre la diffusa e pur condivisibile antipatia per l’uno o per l’altro leader, e di scendere nel merito dei contenuti, veri latitanti di questa campagna elettorale affidata al sensazionalismo dei media e dei giornalisti.
Un giudizio sugli argomenti e, perché no, sui valori di cui i due schieramenti si fanno portavoce credo possa aiutare me ed altri ad accordare, il prossimo 9 aprile, la propria preferenza elettorale per convinzione anzicché per esclusione.

nk
--------------------------------------------------------------------------------

Elezioni politiche 2006
L’Italia alla prova
Al voto per difendere la libertà

Il voto del 9 e 10 aprile porterà più o meno libertà per tutti?
Nello schieramento di centrosinistra prevalgono correnti radicali e massimaliste che mettono a tacere le posizioni moderate, che pur ci sono. Infatti:

Sulla vita, la Rosa nel pugno e altri esponenti della sinistra preannunciano leggi a favore dell’eutanasia, insieme a scelte più permissive nei confronti dell’aborto e della sperimentazione sugli embrioni, senza alcun rispetto per la dignità dell’uomo e della volontà popolare.

Sulla famiglia, una legislazione a favore di pacs e coppie di fatto tra persone dello stesso sesso rischia di snaturare il concetto stesso di famiglia e il suo valore civile.

Sulla scuola, si preannuncia un rilancio della burocrazia statalista nella scuola e nell’università e un arresto della pur precaria parità tra scuola statale e non statale.

Sull’economia, col pretesto della crisi, al di là delle dichiarazioni di facciata, nel programma si prefigura un rilancio dello statalismo più rigido, il ridimensionamento se non l’abolizione della legge Biagi, la promessa di privilegi a gruppi sindacali e ad imprese incapaci di competizione internazionale, un rilancio delle partecipazioni statali, oggi divenute regionali o comunali. Si demonizza o si ignora la piccola e media impresa, il credito a servizio della gente. Dando ascolto a egoismi locali, si bloccheranno o si ritarderanno grandi opere necessarie per mantenere l’Italia legata al resto dell’Europa e per lo sviluppo. L’ambiguità sulla Tav ne è un esempio eloquente.

Sulla politica internazionale, per garantirsi il consenso della sinistra estrema non si emargina con chiarezza chi esalta il terrorismo fondamentalista e fomenta un odio di principio contro Stati Uniti e Israele. In tema di immigrazione, con grave irresponsabilità si predica un’apertura indiscriminata senza chiedersi che ne sarà di chi entra in Italia.

«Non uno stato che regoli e domini tutto è ciò che ci occorre, ma invece uno stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto.» [Benedetto XVI, Deus caritas est].

Certo, l’attuale governo non ha raggiunto tutti i risultati che si prefiggeva. Né mancano i conflitti di interesse. Tuttavia una cosa è certa: l’azione del centrodestra non ha l’intenzione di bloccare la libertà e la responsabilità dei singoli, la ripresa della piccola e media impresa e il riorganizzarsi della società dal basso per rispondere ai propri bisogni. L’attuale maggioranza, se non favorisce, tuttavia non penalizza - almeno sul piano del principio - il rilancio di un’educazione da parte di gruppi e settori sociali che credono nel valore della persona e che scommettono sulla sua libertà.

La riforma del mercato del lavoro, le politiche per i distretti, la legge sull’impresa sociale, il “più dai meno versi” e il cinque per mille per non profit e ricerca sono segnali di una giusta direzione. La prospettiva di un rinnovato sviluppo e di una reale solidarietà sta nella capacità dei cittadini italiani di riprendere vigore e forza ideale, ridando vita a una tradizione in cui la persona e le realtà associative siano protagoniste.

Voteremo centrodestra. Un voto per difendere la libertà di tutti: delle persone, delle realtà educative e sociali, delle imprese. E della Chiesa, quella «entità etnica sui generis» che difende il valore della vita umana, educa alla carità e sostiene la speranza del futuro.

[Compagnia delle Opere]




permalink | inviato da il 18/3/2006 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa


17 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] Grat grat

Buon venerdì 17 marzo a tutti.




permalink | inviato da il 17/3/2006 alle 8:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


16 marzo 2006

[ Tool ] Ombra



Ci sono giorni in cui l'unico contatto umano
che hai avuto è la gomitata ricevuta sull'autobus.

Lui è così.
Ma anche molto meglio,
o peggio, se volete.




permalink | inviato da il 16/3/2006 alle 0:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


14 marzo 2006

[ Recensione ] Mia sorella che mi tira la parole e le ciabatte

Mia sorella che si fida ad occhi chiusi della gente,
mia sorella più guadagna amore e più ne spende,
telefona, rimugina e da la colpa a sé.

Mia sorella avrebbe avuto un figlio a 17 anni,
mia sorella che si sveglia tardi dai suoi sogni,
e poi telefona, rimugina, lei non aspetta principi,
le labbra di cream caramel, e la sua solitudine...

Mia sorella è pazza e mangia, e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno, tira l'acqua e mette un dito in gola.
Mia sorella mi assomiglia e io lo so che cosa prova,
perchè mia sorella in questo mondo non si trova.

Vuole avere ragione, vuole vincere lei, vuole essere sicura,
perchè mia sorella è forte solamente quando ha paura,
perciò telefona, rimugina, non sa quant'è bellissima,
ma il volto le si illumina solo di notte al frigorifero...

Mia sorella parla, parla e non fa dire una parola,
ride solo per dispetto e solo il pianto la consola.
Mia sorella gioca in porta su una spiaggia che mi sembra ieri,
certe volte è ancora una bambina coi braccioli.

Ma mia sorella è mia, e un giorno si innamorerà,
ed io dopo con chi litigo e chi mi mancherà?!
Si, mia sorella è mia...

Mia sorella è stanca e mangia, e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno ed io l'aspetto con il cuore in gola.
Mia sorella che mi tira le parole le ciabatte,
ma poi vuole ancora il bacio della buonanotte.

-------------------------------------------------
Povia / Evviva I Pazzi... (2005) / Mia Sorella




permalink | inviato da il 14/3/2006 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


14 marzo 2006

[ Tool ] TotoArte



Le idee prendono forma.
________________________________________________________________________________________________
La verità è che, se vogliamo essere felici,
possiamo esserlo immediatamente,
perché la felicità non è nel futuro,
ma nel momento presente:
non conta quanto abbiamo,
ma quanto riusciamo a godere
di quello che possediamo.




permalink | inviato da il 14/3/2006 alle 0:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


13 marzo 2006

[ A Lezione di Tool ] Lez 8: TV screen (per Ps)


________________________________________________________________________________________________
Vediamo come passare da una semplice foto ad un'immagine da schermo televisivo.

Questa lezione si articolerà in due fasi separate: la creazione di un pattern (decorazione) e l’applicazione dello stesso ad un’immagine.

 COME SI CREA UN NUOVO PATTERN  

1. Crea un Nuovo documento, nominalo TV pattern e imposta Larghezza: 1 px, Altezza: 2 px, Contenuto sfondo: trasparente.

2. Dalla palette principale, con lo Strumento zoom (in posizione A11) zooma al massimo (1600%) sul documento per ingrandire l’area di lavoro.

3. Dalla palette principale, scegli lo Strumento selezione rettangolare (in posizione B1) e seleziona, partendo dall’angolo in alto a sinistra, un’area quadrata che occupi in larghezza l’intero rettangolo creato in precedenza e in altezza l’esatta metà.
 
4. Con lo Strumento secchiello (in posizione A6) riempi questa selezione col colore nero.

5. Deseleziona l’area nera (Ctrl+D). Otterrai, così, un rettangolo mezzo nero e mezzo trasparente.

6. Barra degli strumenti > Modifica > Definisci pattern… e salvalo col nome datogli in precedenza, Tv pattern. Hai, così, salvato il pattern e potrai applicarlo in seguito a qualsiasi tua creazione.

 COME SI APPLICA IL PATTERN ALL’IMMAGINE 

1. Apri l’immagine che preferisci.

2. Crea un nuovo livello (Maiusc+Ctrl+N).

3. Sulla palette principale scegli lo Strumento secchiello e, sulla Barra degli strumenti , imposta Riempimento: pattern.

4. Immediatamente a destra dell’impostazione Riempimento, seleziona, tra i pattern predefiniti, il Tv pattern appena salvato.

5. Col pattern attivo, riempi il Livello1 appena creato.

6. Sulla palette Livelli, con il Livello1 attivo, imposta Opacità: 80 e Metodo di fusione: sovrapponi.

Ecco fatto: l’effetto TV screen è servito!
Ma le impostazioni finali (punto 6) di Opacità e Metodo di fusione sono solo una delle combinazioni possibili. Prova anche con Opacità: 30 e Mdf: normale, oppure con Opacità: 50 e Mdf: luce soffusa, e con tutte le varianti che ti soddisfano.
Allo stesso modo, inizialmente, nella creazione del pattern, puoi scegliere di riempire l’area selezionata con il bianco o con qualsiasi altro colore anzicchè col nero. Il nero conferisce il classico effetto “riga dello schermo”, ma con gli altri colori i risultati saranno senz’altro più vivaci.

Sbizzarritevi, dunque, e fatemi sapere,

nk




permalink | inviato da il 13/3/2006 alle 12:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa


11 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] My birthday' wishlist



Calciatori, attori, popstars e persino il mio barbiere lo hanno fatto...
E allora perchè io non dovrei? ...Come cosa?
La wishlist online!
...Non capite di wishlist? Siete proprio out allora! Wishlist è la lista dei desideri, una sorta di lista di nozze che il festeggiato di turno pubblica in occasione del suo compleanno, della sua laurea, del matrimonio e di qualsiasi altra ricorrenza gli passi per la testa. Un elenco di regali graditi, insomma, rigorosamente online e aperta a tutti.
E così, a pochi giorni dal mio compleanno, ecco la mia wishlist. Oh, regalate eh! Non vorrete mica farmi fare brutta figura col mio barbiere?

________________________________________________________________________________________________




permalink | inviato da il 11/3/2006 alle 22:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


10 marzo 2006

[ Tool ] Funambola



Tra gli squilibri ha trovato quello che le dà il suo equilibrio perfetto...
Dite che le piacerà la tool?
________________________________________________________________________________________________




permalink | inviato da il 10/3/2006 alle 19:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa


8 marzo 2006

[ Elucubrazioni ] Acca(d)de oggi




permalink | inviato da il 8/3/2006 alle 11:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


7 marzo 2006

[ A Lezione di Tool ] Lez 7: Faccia da poster (per Ps)



Partendo da una comune foto realizziamo un vero e proprio poster in stile popstar.

-----------------------------------------------------

1. Apri la foto da posterizzare e ottimizzane contrasto e luminosità (Barra degli strumenti > Immagine > Regolazioni > Luminosità/contrasto…).



2. Sulla palette principale Imposta Nero come colore di primo piano e Bianco come colore di sfondo (premi D sulla tastiera).

3. Barra degli strumenti > Filtro > Schizzo > Contorni strappati e imposta Bilanciamento immagine: 33, Sfumatura: 14, Contrasto: 12.



4. Barra degli strumenti > Livello > Nuovo > Livello… (oppure Maiusc+Ctrl+N). Avrai così il Livello1 sul quale creeremo la maschera da applicare alla nostra elaborazione.

5. Sulla palette principale imposta come colore di primo piano e di sfondo due colori a tua scelta con un forte contrasto cromatico (es. rosso/giallo, blu/bianco, viola/rosa, ecc.)

6. Dalla palette principale seleziona lo Strumento sfumatura (in posizione A6; se appare lo Strumento secchiello fai click col destro e seleziona Sfumatura) e seleziona (Barra degli strumenti > Fate clic per modificare la sfumatura) l’opzione Primo piano a sfondo.

7. Con lo strumento Sfumatura attivo, vai sulla foto, posiziona il puntatore nella parte bassa della foto clicca e, tenendo schiacciato il sinistro del mouse, traccia una linea dal basso verso l’alto.

8. Ora, sulla Palette livelli imposta il metodo di fusione del Livello 1 su Luce intensa.

Et voilà, la tua faccia da poster è pronta per essere personalizzata ulteriormente a colpi di testo, pennelli e quant’altro.

--------------------------------------------------

Buon lavoro a tutti,
e ricordatevi di ripassare quanto sarete diventati delle popstar!

nk


________________________________________________________________________________________________




permalink | inviato da il 7/3/2006 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa


6 marzo 2006

[ Recensioni ] Il colore del grano

"La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:

"Per favore... addomesticami", disse.

"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".

"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"

"Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.

"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."

Il piccolo principe ritorno' l'indomani.

"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.

"Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".

"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.

"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".

Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.

E quando l'ora della partenza fu vicina:

"Ah!" disse la volpe, "... piangero'".

"La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."

"E' vero", disse la volpe.

"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.

"E' certo", disse la volpe.

"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".

-----------------------------------------------------
da Il Piccolo Principe di Antoine De Saint-Exupery




permalink | inviato da il 6/3/2006 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


4 marzo 2006

[ Recensioni ] Sanremo: io tengo per il piccione

La «canzone del piccione», come già la chiamano a Sanremo, la canticchiano un po’ tutti. Ma com’è nato il testo? «Quando vivevo a Firenze, neanche a farlo apposta in Piazza della Passera, stavo in un sottotetto dove venivo sempre svegliato dal verso dei piccioni che non mi lasciavano dormire. A furia di sentirli, mi sono messo anch’io a imitarli ed è così che ho imparato a fare il verso. Un giorno però, ero così stufo, che sono salito sul tetto per togliere il nido: c’erano due piccioncini che stavano covando e non si sono tolti neanche di un centimetro quando mi sono avvicinato: non ho avuto il coraggio di allontanarli e li ho lasciati lì. Però questa cosa mi ha colpito e ho deciso di scrivere una canzone: l’ispirazione mi è venuta da lì. E poi è successa un’altra cosa che mi è sembrata un segno: proprio mentre scrivevo i versi, su una bancarella al mercato delle Cascine ho trovato per caso una maglietta con disegnata una coppia di colombi: l’ho comprata subito ed eccola qua! Magari una sera la indosso. La cosa che più mi ha colpito è stato quando ho scoperto che il piccione è un animale monogamo e che, quando forma una coppia, sta insieme per tutta la vita. Ed è di questo che parla la mia canzone: delle difficoltà, spesso stupide, che una coppia incontra per andare avanti. Forse il piccione non è un animale che sta tanto simpatico, visto i guai che può combinare... Anzi, sta proprio sulle palle a tutti. Non a caso chi li ama veramente sono i bambini, che con i piccioni si divertono. Anche per questo era perfetto per la mia metafora».

-------------------------------------------------------------------------
da Povia e il piccione, una canzone profetica di Giovanni Pianetta
da
http://www.sorrisi.com/sorrisi/diretta/art023001029159.jsp




permalink | inviato da il 4/3/2006 alle 16:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa


4 marzo 2006

[ Recensioni ] Io e te, ben oltre Tre metri sopra il cielo

Sarò impopolare, ma a me Tre metri sopra il cielo - libro e film - non sembra 'sto gran capolavoro. Dice bene la Roberti: l'amore, quello vero, non può ridursi ad una forma, al romanticismo, all'istintività e al mero desiderio perchè in questi si esaurisce, si spegne, muore. Avvincente, dunque, la storia di Step e Babi, ma il mio cuore chiede qualcosina in più di un fuoco di paglia; il mio cuore se ne frega dell'anticonformismo esibito e a tutti i costi; il mio cuore desidera volare un pò più in alto di quei tre metri sopra il cielo lì, o, al limite, volare basso... più o meno come fa un piccione*, con una reale prospettiva di felicità.

---------------------------------
Ho letto questo libro in estate impiegandoci solo due giorni! È scorrevole, leggero, quasi affascinante. Eppure non appena ho chiuso l’ultima pagina non mi è rimasto niente; pensare che questo racconto ha emozionato centinaia di ragazzi, li ha fatti sentire grandi, pieni di libertà: ora tutti vogliono vivere così.
La storia è semplice: i due protagonisti principali, Babi e Step, sono fidanzati. Lei è di famiglia benestante e frequenta il liceo classico assieme alla sua migliore amica, Pallina; lui invece ha finito le superiori e vivacchia alle spalle del fratello maggiore avvocato divertendosi tutto il giorno col suo amico Pollo. Lo stare sempre insieme a Step cambia profondamente Babi che si interessa sempre di meno della scuola e si allontana sempre di più dalla sua famiglia in cerca di un mondo nuovo, magico: le corse sulle moto, le sere in riva al mare, ecc. Step invece non bada a lei, ai suoi bisogni, non guarda al suo bene, ma si preoccupa solo delle emozioni che lei gli provoca: lui è un vero uomo che sa già cosa vuole una donna. Poi improvvisamente accade una catastrofe: Pollo, grande amico di entrambi, muore in un incidente, e con lui muore anche il grande amore tra Step e Babi: i due litigano furiosamente e lei non ne vuole più sapere. Il libro finisce con lei a letto con un uomo bello e ricco con un un’aria malinconica, assente; lui invece con il cuore spezzato se ne va in macchina col fratello che, seguendo il suo esempio, ha lasciato il lavoro.
L’unico sentimento che ho provato è stata tanta amarezza: è una delle storie più tristi e più vuote che abbia mai letto. Per tutto il romanzo infatti, i protagonisti lottano per stare insieme, vanno contro i genitori, infrangono le regole: distruggono tutto per far valere il loro amore. Alla prima difficoltà però, tutto è spazzato via: cosa rimane? Un infinito vuoto e un’infinita tristezza.
Io sono certa che sia Babi che Step hanno intuito qualcosa di grande e di bello nel loro incontro, hanno esasperato a tal punto il loro stare insieme da rendere il loro rapporto pura istintività (non solo in senso fisico). Tanto che il loro amore è miseramente naufragato di fronte alla prima tempesta. Inoltre anche dopo essersi lasciati, in nessuno dei due c’è il desiderio di ricominciare qualcosa di nuovo, di riiniziare daccapo; o meglio, c’è questa aspirazione in un pensiero di Step, la quale però lo mette subito a tacere dicendo: “So già come andrà a finire”.
Sembrerebbe l’espressione più alta di libertà: andare contro le regole e sfidare gli adulti per urlare se stessi. Invece pian piano ci si accorge che lo sfruttamento reciproco rende i protagonisti schiavi di se stessi, del proprio stato d’animo, delle proprie voglie; alla fine emerge prepotentemente una domanda: ma tutto quel grande amore, dov’è finito?
Sebbene a molti questo racconto sia piaciuto proprio per il suo essere anticonformista in quanto si distacca dalle altre storie d’amore nel rinunciare al lieto fine, il mio primo pensiero appena finito di leggerlo è stato: “Ma io non voglio che il mio amore sia così! Non voglio nascondermi per amare qualcuno, né tanto meno rovinare tutta la mia vita per poi non ritrovarmi con in mano niente!”.
Resto tuttora della stessa idea.
Oggi l’amore è solo una forma, è solo una passeggiata romantica in riva al mare, è solo stare insieme: tutto giusto, ma se questo non è espressione di altro, presto o tardi non basta più. Per me, che sono stata amata in un modo totalmente diverso, totalmente gratuito, questa percezione è evidente: qualcosa di così effimero non può soddisfarci perché il nostro cuore grida l’infinito.

---------------------------------
di Anna Roberti
03/03/2006
da http://www.spaziostudenti.it/
---------------------------------

*da Vorrei avere il becco di G. Povia




permalink | inviato da il 4/3/2006 alle 12:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


4 marzo 2006

[ Recensioni ] Ladies and gentlemen... kiarino!!




permalink | inviato da il 4/3/2006 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


2 marzo 2006

[ Recensioni ] Sanremo: è qui la musica italiana?

 Sanremo 2006: una degustazione muta  

Ogni anno, leggendo i testi di Sanremo pubblicati in anteprima da «Tv Sorrisi e canzoni», mi chiedo: così, Vita spericolata nel febbraio 1983 l’avrei riconosciuta? avrei capito che si trattava di un pezzo destinato a diventare un inno generazionale? che stavo leggendo in anticipo un pezzo di storia della canzone italiana? I testi, si sa, per essere giudicati adeguatamente andrebbero sentiti insieme alla musica. Nondimeno, sottoposta alla prova della degustazione muta (i sommeliers la fanno cieca ...), questa edizione del festival risulta – per la lingua – una delle più piatte degli ultimi anni. Al punto da giustificare, più di altre volte, l’enfatico titolo che pochi anni fa il linguista Massimo Arcangeli scelse per un suo saggio sull’argomento: Va’ dove ti porta Sanremo: la tomba della lingua.

Testi domopak

La prima impressione è che quest’anno manchi proprio l’acuto (tanto per usare una metafora squisitamente musicale), quel pezzo forte che anche le edizioni più deboli dell’ultimo decennio avevano sempre garantito. Dalla formidabile Italia sì, Italia no di Elio e le Storie tese a Salirò di Daniele Silvestri, dal Timido ubriaco di Max Gazzè a Dimmi che non vuoi morire scritta da Vasco Rossi per Patty Pravo, tanto per limitarsi a qualche esempio. La sensazione netta è, che stavolta più che mai, si tratti in gran parte di testi scritti all’unico scopo di accompagnare la musica col suono delle parole. Testi-domopak prodotti al metro per confezionare melodie che devono scivolare via facili. Parole fatte per imprimersi subito nella memoria, adagiandosi nel calco dei tanti passaggi simili che ognuno di noi ha in mente, e poi essere dimenticate, con la stessa facilità, dopo un mese di programmazione radiofonica.
Letti tutti di séguito, i testi di questo Sanremo danno l’idea di un’unica fiction melodrammatica (Orgoglio, mettiamo) porzionata per un consumo più agevole in tante brevi puntate-spot (tipo Camera cafè). Solo che qui c’è poco da ridere: quest’anno, anzi, sembra mancare anche quel filone minoritario della canzone comico-burlesca basata sul gioco di parole e sulla critica di costume di solito presente con almeno un brano (Arbore, Salvi, Paolo Rossi & Jannacci). A meno che non si voglia far passare per tale la canzone di Cristicchi, che invece – lasciata alle spalle la parodia di Biagio Antonacci – è più vicina a certi accenti patetici di Studentessa universitaria. Il dominio assoluto spetta ai toni sentimentali, aggiornati – tutt’al più – da un po’ di giovanilismo: non sarà un caso che l’unico riferimento letterario sia riservato al romanzo culto per adolescenti Tre metri sopra il cielo di Federico Moccia (in Svegliarsi la mattina degli Zero Assoluto).

Questa canzone che canto per te
 
Le 29 canzoni (quella di Anna Oxa per ora resta segreta, tranne per pochi versi resi noti dall’ANSA) si snodano in un monotono monologo. O meglio in un dialogo a senso unico con un convitato di pietra, visto che quasi tutte si rivolgono a un tu poetico facilmente identificabile con l’amata/o (più spesso l’ex, a dire il vero): «come questa canzone che canto per te», Spagna. Tra le rarissime eccezioni, il brano di Mario Venuti (Un altro posto nel mondo), in cui è lei a rivolgersi a lui in discorso diretto «quando lei mi disse “sono innamorata di te”». In attesa di leggere per intero il testo scritto per la Oxa da Pasquale Panella (senz’altro il più geniale paroliere della canzone italiana degli ultimi trent’anni), quello di Venuti appare il testo dal profilo più originale. Lontano dalla consueta struttura che ruota intorno a un ritornello o a un verso puntello ripetuto a oltranza (esempio da manuale: Dolcenera), spicca – oltre che per lo spunto raffinato – per la completa assenza degli stucchevoli ingredienti tradizionali altrove attinti a piene mani. Il che accade con particolare passività nei testi delle giovani proposte, ancora più conservatori – se è possibile – di quelli portati dai cosiddetti “big”.

La ricetta della nonna: perché Sanremo è saremo

Ma quali sono gli ingredienti di questa – ormai un po’ indigesta – ricetta della nonna? Oltre al tu “poetico”, l’uso dei tempi al futuro piuttosto che al passato: «un accentuato lirismo intride questi versi», scriveva l’Accademia degli Scrausi nel capitolo su Sanremo del volume Versi rock (1996), «in cui è importante dire più che raccontare». Il “futuribilismo”, chiamiamolo così, emerge già nei titoli (Sparirò, Luca Dirisio; Capirò crescerai, Antonello), ma si scatena soprattutto in fine di verso («è una promessa che non mancherò / e poi, ancora un altro giorno nascerà» Nomadi). Perché Sanremo è saremo, verrebbe da dire, e invece il motivo è un altro: l’esigenza – per ragioni ritmiche – di usare a fine verso parole accentate sull’ultima sillaba. La stessa esigenza che fa ricorrere ai pochi monosillabi della lingua italiana in sequenze come: «dà via quel che ha / le, lui, la città / sul fondo c’è già / un’alba che dà» (Nicky Nicolai), a volte con vere e proprie “zeppe” («l’ho urlato forte al cielo, sai» Virginio). Ed è sempre questa regola implicita che porta a inversioni come nei sogni miei (Simona Bencini), dentro agli occhi miei (Ron), io pugnalato sarei (Cristicchi) o agli stantii troncamenti del tipo di comincino a cambiar (L’Aura), che non so capir (Ameba4, sempre che non sia ironico: è un testo strano). A Sanremo, d’altronde, la rima è ancora un obbligo trasgredito da pochi: gradite, anzi, le rime spudoratamente baciate: attenti : ardenti, attendi : discendi, farfalla : palla nel testo di Mogol per Anna Tatangelo.
Il conformismo consiglia anche un certo rispetto per la grammatica: sempre il congiuntivo nelle completive, per dirne una (credevo che in molte cose fossimo uguali Sugarfree). I timidi tentativi di imitare il parlato non vanno oltre ben noti clichés: il che “polivalente” di Dolcenera, ad esempio (che qui non è facile) e persino la sua parolaccia (andare affanculo), che di parolacce a Sanremo se ne sentono da diverso tempo (notte fottuta Zarrillo 1992, incazzata come prima Bertè 1994). Così come suonano vecchi – tra gli illustri precedenti festivalieri basterebbero i nomi di Zucchero e Finardi – gli inserti in inglese piazzati qua e là nei brani dei Deasonika o di Grignani.

I buoni e i cattivi

E più in generale, il brano di Grignani appare un po’ deludente e un po’ troppo simil-Vasco, con quel Ci sono quelli in apertura che ricorda C’è qualcuno che non sa (C’è chi dice no), quel noi in rima con eroi (come in Siamo solo noi) e quel Liberi di nel ritornello che fa tanto Liberi liberi. Ma mettersi a elencare tutti i casi di citazione occulta o di memoria involontaria sarebbe troppo facile, e anche un po’ ozioso (basti Riccardo Maffoni che cammina a piedi nudi, sopra dei vetri rotti parafrasando la meravigliosa Pezzi di vetro di De Gregori). Né vale la pena di dedicarsi al riprovevole passatempo del tiro al piccione, mettendosi a infierire su tutte le abusatissime metafore e similitudini a cui la gran parte di queste canzoni non sa rinunciare: il mare, la luna, le stelle (cadenti), gli angeli e l’inferno. In questo quadro un po’ desolante, merita una menzione d’onore – a proposito di piccioni – anche un altro brano: quello di Povia, che in Vorrei avere il becco riprende bene il tono naïf e minimalista della fanciullesca I bambini fanno oh. E poi il futuro c’è, ma a inizio verso (camminerò come un piccione), mentre alla fine si trovano spesso i più ricercati accenti sdruccioli (briciole, nuvole, muoiono, pericolo), senza andare sempre alla ricerca della rima e senza aver paura di qualche costrutto colloquiale (mica come le persone; chi guida crede che mi mette sotto).
Resta il fatto, tuttavia, che questo Sanremo – almeno quanto ai testi – fornisce un’immagine fuorviante dell’attuale panorama della canzone italiana, in cui ormai da una decina d’anni si nota la tensione verso una scrittura più complessa, molto attenta alla qualità del testo e alla sua fattura linguistica, anche al di fuori della classica canzone d’autore (penso a Carmen Consoli e al rock di Subsonica e Bluvertigo, ma anche al pop di Tricarico o al rap di Caparezza).


Giuseppe Antonelli
Docente di Linguistica Italiana
all’Università degli Studi di Cassino
----------------------------------------
da
www.treccani.it




permalink | inviato da il 2/3/2006 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


2 marzo 2006

[ Elubrazioni ] Incatenato a sette giri

Cameraman ha “incatenato” anche me
alla catena del 7x7, del 7e40
o non so bene cosa…

----------------------------------------------------------------
Sette cose che vorrei fare prima di morire:

1. V
2. I
3. V
4. E
5. R
6. E
7. (e visto che c’è ancora spazio, tiè, ci metto pure l’esclamativo) !

----------------------------------------------------------------
Sette cose che non posso fare:

1. Fuggire i miei pensieri.
2. Restare calmo quando non trovo le cose.
3. Mollare tutto, nei periodi no, e diventare un eremita.
4. Comprare l’ultimo Mac a 3.000 euro.
5. Scegliere i presenti al mio funerale °_°
6. Invertire, per non tagliarli, la crescita dei capelli.
7. Vivere con lei, da domani.

----------------------------------------------------------------
Sette cose che mi piacciono nel bloggare:

1. Poterlo fare.
2. Condividere.
3. Trasmettere.
4. Scoprire a piccoli passi.
5. Conoscere.
6. Creare.
7. Esserci, quando voglio, come desidero.


----------------------------------------------------------------
Sette cose che dico spesso:

1. La gente è strana.
2. Eremita! Devo diventare un eremita!
3. Non si vede bene che col cuore: l’essenziale è invisibile agli occhi.
4. In sostanza…
5. Non c'è niente di peggio del nulla.
6. La vita è difficile, ma cacchio se è bella!
7. Cià scè.

----------------------------------------------------------------
Sette libri che mi sono piaciuti:

1. Il Piccolo Principe.
2. E’ una vita che ti aspetto.
3. Due di due.
4. Oceano mare.
5. Il cammino di Santiago.
6. Fahrenheit 451.
7. I fratelli Karamazov (quel poco che ho letto).


----------------------------------------------------------------
Sette film che rivedo volentieri:

1. The Truman show.
2. Il favoloso mondo di Amelie.
3. The Matrix.
4. Al di là dei sogni.
5. Se mi lasci ti cancello.
6. Casomai.
7. Non ci resta che piangere.

----------------------------------------------------------------
Sette disgraziati “incatenati”:

1. Rimesparse.
2. Libera Sognatrice.
3. Keshya.
4. Califfa.
5. Funambola.
6. Kiki.
7. Nehebka.




permalink | inviato da il 2/3/2006 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
sfoglia     febbraio        aprile
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
TOOL gallery
RECENSIONI
ELUCUBRAZIONI
L'ho fatto io
DISCLAIMER
SCRITTURA CONDIVISA
Richieste Tool
il CANNOLENDARIO
A Lezione di Tool
Innamorato^2
Minimi Termini
Sottolineature
web design
nuovi media

VAI A VEDERE

roccammazzalavecchia


 

Chi sono

Mi chiamo Christian Aletto
e mi occupo di design della comunicazione visiva.

Dal 2002, con lo studio Nerokiaro 
realizzo prodotti per il web e la stampa e sviluppo strategie di comunicazione integrata per enti, istituzioni e aziende;
dal 2006 sono anche art director 
della web agency Dol.

mail
christianaletto@gmail.com

Linkedin
http://www.linkedin.com/pub/dir/christian/aletto

web
http://www.nerokiaro.it/

 

 Christian Aletto | Crea il tuo badge


 


 

 

 
 
 
 
 

_

 

 

.

 

.

 

 

 

_
_

______________________________________________________________


CERCA