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RECENSIONI


2 luglio 2008

Fiore di stagione, canto per te la mia più bella canzone



Fiore fiore fiore di stagione
Canto per te la mia più bella canzone
Fiore fiore fiore che appassisce
Cambia stagione ma la musica non finisce
No, non finisce, non finisce… no, non finisce, non finisce

Fior dei paraggi
Ho interpellato preti guru e saggi
Cercando il posto dove potermi fermare
Ma trovo gusto solamente a camminare, a camminare
Fiori di fosse
Vivo una vita così senza scosse
Che per dar l’impressione che ho vissuto
Mi son comprato un jeans bell’invecchiato
Fiore d’acacia
Vò in paradiso quando lei mi bacia
E quando c’ho la consapevolezza
Che l’unica certezza… è l’incertezza
Fior di natura
Da piccolo di Dio avevo paura
Adesso c’ho paura della gente
Che in nome Suo si crede onnipotente.
.....................................................................................................
Fiore di stagione, Antologia di stornelli, Lorenzo "Jovanotti" Cherubini
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23 giugno 2008

[ Recensioni ] Buon sangue non mente



Un mio antenato visse al tempo di Savonarola,
ascoltava i suoi anatemi parola per parola.
Ammirava nei suoi occhi quella luce interiore
che hanno gli uomini di fede, di forza, rigore.
Poi però quando tornava a casa dopo i sermoni,
passava piazza della Signoria, via Tornabuoni,
le botteghe degli artisti, bordelli, mercati:
si sentiva a suo agio tra i condannati.


Buon sangue / Buon sangue/ Lorenzo Cherubini




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17 giugno 2008

[ Recensioni ] Vedi, darti solo la vita sarebbe troppo facile



Vedi,
darti la vita in cambio
sarebbe troppo facile,
tanto la vita è tua
e quando ti gira
la puoi riprendere;
io,
posso darti chi sono,
sono stato o chi sarò,
per quello che sai,
e quello che io so.

Io ti darò
tutto quello che ho sgnato,
tutto quello che ho cantato,
tutto quello che ho perduto,
tutto quello che ho vissuto,
tutto quello che vivrò,
e ti darò
ogni alba, ogni tramonto
il suo viso in quel momento
il silenzio della sera
e mio padre che tornava
io ti darò.

Io ti darò
il mio primo giorno a scuola
l'aquilone che volava
il suo bacio che iniziava
il suo bacio che moriva
io ti darò,
e ancora sai,
le vigilie di Natale
quando bigi e ti va male,
le risate degli amici,
gli anni, quelli più felici
io ti darò.

Io ti darò
tutti i giorni che ho alzato
i pugni al cielo
e ti ho pregato, Signore,
bestemmiandoti perchè non ti vedevo,
e ti darò
la dolcezza infinita di mia madre,
di mia madre finita al volo
nel silenzio di un passero che cade,
e ti darò la gioia delle notti
passate con il cuore in gola,
quando riuscivo finalmente
a far ridere e piangere una parola...

Vedi,
darti solo la vita sarebbe troppo facile
perché la vita è niente
senza quello che hai da vivere;
e allora,
fà che non l'abbia vissuta
neanche un po',
per quello che tu sai,
e quello che io so.

Fà che io sia un vigliacco e un assassino,
un anonimo cretino,
una pianta, un verme, un fiato
dentro un flauto che è sfiatato
e così sarò,
così sarò,
non avrò mai visto il mare
non avrò fatto l'amore,
scritto niente sui miei fogli,
visto nascere i miei figli
che non avrò.

Dimenticherò
quante volte ho creduto
e ho amato, sai,
come se non avessi amato mai,
mi perderò
in una notte d'estate
che non ci sono più stelle,
in una notte di pioggia sottile
che non potrà bagnare la mia pelle,
e non saprò sentire la bellezza
che ti mette nel cuore la poesia
perchè questa vita adesso, quella vita
non è più la mia.

Ma tu dammi in cambio le sue rose blu
fagliele rifiorire le sue rose blu
Tu ridagli indietro
le sue rose blu.


Le rose blu / Di rabbia e di stelle / Roberto Vecchioni




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3 giugno 2008

Quando uno più uno fa duemila volte uno



Quello che l'uomo cerca nel piacere è un infinito e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di raggiungere questo infinito.

Cesare Pavese, Diario
foto: Saint-Malo, Bretagna




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9 aprile 2008

Io che amo solo te


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21 marzo 2008

[ Recensioni ] Se uno ha imparato a contare fino a sette vuol mica dire che l'otto non possa esserci



E' naturale preferire le belle bugie
Alla durezza di ghiaccio di certe verità
Viviamo comodi dentro alle nostre virgolette
Ma il mondo è molto più grande più grande di così
Se uno ha imparato a contare fino a sette
Vuol mica dire che l'otto non possa esserci
Senti l'elettricità senti l'elettricità
C'è un temporale in arrivo
Porta novità porta novità.

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da Temporale, Lorenzo Cherubini, Safari


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5 marzo 2008

[ Recensioni ] Ho sempre pensato

Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei.

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Vita tranquilla
, Francesco Tricarico




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4 marzo 2008

[ Recensioni ] Ben Harper e Lorenzo a Sanremo


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21 febbraio 2008

[ Recensioni ] A casa facciamo i conti!



Prima che il vescovo ungesse con olio la nostra fronte, il padrino o la madrina dovevano allacciare alla nuca un nastrino bianco che passava sulla fronte. Io vedevo questo nastrino coprirmi ora un occhio, ora l'altro, ora scendere sulla bocca, mentre le mani dello zio Domenico tremavano sempre più sulla mia nuca e cominciavano a sentirsi alcune iprecazioni sommesse e osservavo i gesti sempre più minacciosi che la zia Teresa rivolgeva a suo marito dall'altra parte della navata. Finalmente qualche altra mano pietosa dovette intervenire e la danza del nastrino terminò. Ma prima, dal movimento delle labbra, feci in tempo a capire che la zia Teresa aveva lanciato allo zio Domenico un messaggio ben preciso: "A casa facciamo i conti!".

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La camomilla ha sconfitto il male, Antonio Rodari
img: Estate (part.), Claude Monet


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16 gennaio 2008

Lavoro con internet

Se va in porto questo progetto...

Ancora quella cazzata de' internet?
Roba che se va via 'a corrente te muori de fame.
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10 gennaio 2008

[ Recensioni ] Psicologia e creatività

Gli psicologi hanno notato un particolare curioso: chi decora il proprio ufficio con immagini piacevoli, lavora in maniera più creativa.

Chip Computer & Communications
di Gennaio


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Mh? Gli psicologi? Particolare curioso?
Bah.
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8 gennaio 2008

[ Recensioni ] Eravate in viaggio da quaranta giorni

Eravate in viaggio da quaranta giorni.
Ogni sera dormivate sotto un tetto diverso, e a volte ti sembrava di essere in cammino da tutta la vita.
Il traghetto che all’inizio vi aveva condotto sulla terraferma era parente, nel ricordo, dell’arca che aveva salvato gli animali della terra e la famiglia di Noè.
E anche il vostro arrivo a Reims, dopo tre settimane di marcia attraverso la Terra Desolata, era un evento che cominciava a sembrarti remoto come l’epoca in cui Manasse generò Amos, e Amos generò Giosìa.
Da quella nobile città, due biciclette che stridevano e minacciavano di perder pezzi ad ogni frenata vi avevano condotto, gobbi sul manubrio per il peso dello zaino, sotto il cielo della Franca Contea disegnato senza sosta dai cerchi dei rapaci.
Laggiù, per una serie di avvenimenti sui quali non dà conto dilungarsi in questa sede, avete ritenuto adatto cedere quelle rustiche cavalcature a due damigelle in difficoltà, e ormai da parecchie albe era ripreso il vostro viaggio a passo d’uomo per campi e colline.
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Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro, Enrico Brizzi


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14 dicembre 2007

[ Recensioni ] Un populu diventa poviru e servu quannu ci arrobanu a lingua

Un populu
mittilo a catina
spughiattilu
attuppatici a vucca
è ancora libiru.

Livatici u travagghiu
u passaportu
a tavola unni mancia
u letto unni dormi, è ancora riccu.

Un populu
diventa poviru e servu
quannu ci arrobanu a lingua
addutata di patri:
è persu pi sempri.

Diventa poviru e servu,
quannu i paroli non figghianu paroli
e si mancianu tra d'iddi.


Un populu, di Ignazio Buttita


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27 novembre 2007

Bisogna ritornare nella strada

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza

Perché il giudizio universale non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo

Perché il giudizio universale non passa per le case
e gli angeli non danno appuntamenti
e anche nelle case più spaziose
non c'è spazio per verifiche e confronti

Perché il giudizio universale non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta dal dolore e dalle bombe. 

Testo di Gaber-Luporini
Musica di Giorgio Gaber


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19 novembre 2007

il poco, il meno, il non abbastanza

La grammatica di Dio

Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza

Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza

Stefano Benni


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24 ottobre 2007

[ Recensioni ] Priamo



E sulla strada troverai segnali da seguire
Una leggenda antica che ti dice di partire
Verso quel sogno che da qui è soltanto un abbagliare
Di luci ora sepolte sul fondale.


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da Canzone di Priamo, Sergio Cammariere


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11 ottobre 2007

[ Recensioni ] Accorgersi della propria vocazione



Accorgersi della propria vocazione, impostare la vita seguendone il richiamo, concepire l'esistenza come un servizio al tutto.
La strada da scegliere, la persona da amare, la professione da svolgere, la facoltà cui iscriversi, tutto è determinato così da erigere a criterio assoluto l'utilità particolare del singolo. E ciò appare talmente ovvio e scontato che il capovolgimento del richiamo sembra, anche a troppi galantuomini, una sfida al buon senso, una infatuazione, una esagerazione.
"Che cosa il tutto può darmi? Come ottenere il più possibile vantaggio dal tutto?": questi sono i criteri immanenti della saggezza più diffusa e del buon senso più riconosciuto.
Invece la mentalità cristiana travolge queste domande, le contraddice, le mortifica, e rende gigante l'imperativo opposto: "Come io potrò donarmi con quel che sono, servire di più al tutto?"
Questo è l'unico criterio educativo della personalità umana.


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Il cammino al vero è un'esperienza, Luigi Giussani
la foto è di jabal


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4 ottobre 2007

[ Recensioni ] Perchè i graffitari insozzano i muri?

Questo ha pensato ieri Michele Serra, dondolando sull’Amaca. 1) Negli ultimi vent’anni i graffitari hanno stravinto. 2) Essi continuano ad insozzare i muri. 3) Perché i graffitari insozzano i muri? 4) I graffitari insozzano i muri perché gli interessi privati e le pulsioni individuali, leggi berlusconismo, hanno ormai travolto gli interessi pubblici ovunque e a ogni livello. 5) I muri delle città italiane sono stati così privatizzati. 6) Appropriarsi dei muri e sporcarli, che è il gesto più tipico della destra, passa purtuttavia per essere una cosa di sinistra. 7) Mentre ripulire i muri quando sono sporchi, che è il gesto più tipico della sinistra, passa per essere un’operazione di destra. 8) Causa di tutto ciò è l’uccisione del concetto di collettività, che era di sinistra, da parte della destra. 9) Così stando le cose, questa destra truccata da sinistra procederà imperterrita con le bombolette. Bon. Avrà ragione la Turco. Il Servizio sanitario nazionale funzionerà pure come un orologio. Ma mai una volta che passi un’ambulanza quando serve. 
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Andrea's version
il Foglio / 4 ottobre 2007


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3 ottobre 2007

[ Recensioni ] 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni

Nella Romania degli anni Ottanta due amiche condividono la stanza di una squallida residenza universitaria. Gabita è incinta e decisa a ricorrere all'aborto clandestino reso particolarmente pericoloso dallo stadio avanzato della gravidanza (i quattro mesi del titolo). Otilia interviene in suo soccorso iniziando un'affannosa via crucis per le strade della città: troverà il denaro necessario, subirà i soprusi del medico, si sbarazzerà del feto, vivendo in prima persona il dramma dell'aborto.

Con immagini crude e rigorosi piani sequenza, il giovane regista rumeno Cristian Mungiu firma un'opera in cui l'orizzonte morale si fonde con un'estetica forte, capace di disattendere e rilanciare le attese dello spettatore. Costruito come un thriller psicologico (cosparso di indizi che non vengono mai ripresi), il film conquista per la rappresentazione dell'umana sofferenza di chi scopre che un feto è un bambino molto piccolo di cui non è così semplice sbarazzarsi. In questa società disperata, l'incontro con il dolore diventa la via per andare a fondo dei rapporti, soprattutto quelli di coppia, che difficilmente reggono alla superficialità. Disturbante per chi ama un cinema rassicurante, "4 mesi, 3 settimane, 2 giorni" è una Palma d'oro che premia l'attuale rinascita del cinema rumeno, povero di mezzi ma vicino ai turbamenti della società contemporanea segnata dall'egoismo.

Daniela Persico
da http://www.sentieridelcinema.it/index.asp 
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4 mesi, 3 settimane, 2 giorni (2007, Romania)
regia di: Christian Mungiu
con Anamaria Varinca, Laura Vasiliu


13 settembre 2007

Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa.



C'è chi cerca domande nei libri, chi cerca risposte.
Io non so più a quale categoria appartengo.
I libri mi attraversano, a volte mi toccano e mi plasmano o io li plasmo perché mi assomiglino il più possibile.
Il libro che sta sul comodino mi ha fatto assistere ad una scena di cui avrei potuto essere protagonista

- Che cosa devo fare ?

Finora tu hai perso molte cose. Molte cose preziose. Il problema non è sapere di chi è la colpa.
Il problema è che tu attaccavi sempre qualcosa di te a tutte le cose che perdevi.
Non avresti dovuto.
Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te, invece di lasciarla andare via con il resto.
Così ti sei consumato poco a poco.
Perché ? Perché lo hai fatto ?

- Non lo so

Forse era più forte di te. O forse eri spinto a farlo da.. una specie di destino

- Capisco, dissi, ma cosa devo fare, allora ?

Danzare, rispose. Continuare a danzare, finché ci sarà musica.
Capisci quello che ti sto dicendo ?
Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa.
Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno.

Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra tutto sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano.
Danzare è la tua unica possibilità, continuò, Devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta.

- Finché c'è musica, devi danzare ! fece eco la mia mente.
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Le cose belle succedono.




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3 settembre 2007

Tu accontentati



- Accontentati di quello che hai.
- Tu accontentati. Io mi prendo tutto quello che posso.
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8 agosto 2007

[ Recensioni ] Uno share del ventitré per cento



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da Elianto di Stefano Benni


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27 giugno 2007

[ Recensioni ] ...che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei?

Ho imparato... che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana.
Ho imparato... che quando sei innamorato, si vede.
Ho imparato... che appena una persona mi dice, "Mi hai reso felice!", mi rende felice.
Ho imparato... che avere un bambino addormentato fra le braccia è una delle cose del mondo che piu rendono sereni.
Ho imparato... che essere gentili è piu importante dell'aver ragione.
Ho imparato... che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino.
Ho imparato... che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo.
Ho imparato... che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio ................ ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi.
Ho imparato... che talvolta tutto cio di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire.
Ho imparato... che semplici passeggiate con mio padre attorno all'isolato nelle notti d'estate quand'ero bambino, sarebbero stati miracoli per me da adulto.
Ho imparato... che la vita è come un rotolo di carta igienica .............. piu ti avvicini alla fine, piu velocemente va via.
Ho imparato... che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo.
Ho imparato... che i soldi non possono acquistare la classe.
Ho imparato... che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare.
Ho imparato... che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato.
Ho imparato... che il Signore non ha fatto tutto ciò in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei?
 


Ho imparato... che ignorare i fatti non cambia i fatti.
Ho imparato... che quando progetti di prenderti la rivincita su qualcuno, stai solo facendo in modo che quella persona continui a ferirti.
Ho imparato... che l'amore, non il tempo, guarisce tutte le ferite.
Ho imparato... che per me il modo piu semplice di crescere come persona è circondarmi di gente piu abile di me.
Ho imparato... che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso.
Ho imparato... che non c'é niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance.
Ho imparato... che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori.
Ho imparato... che la vita é dura, ma io sono piu duro.
Ho imparato... che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu.
Ho imparato... che se dai rifugio all'amarezza, la felicità attraccherà da qualche altra parte.
Ho imparato... che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse.
Ho imparato... che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare.
Ho imparato... che un sorriso è un modo non costoso di valorizzare i tuoi sguardi.
Ho imparato... che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa farci.
Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita.
Ho imparato... che chiunque vuole vivere sulla vetta della montagna, tutta la felicita e la crescita si trovano mentre la si scala.
Ho imparato... che è meglio dare consigli in due sole circostanze : quando sono richiesti e quando c'è pericolo di morte.
Ho imparato... che meno tempo ci lavoro, più cose mi trovo fatte.
 
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Ho imparato, Andy Rooney


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23 giugno 2007

[ Recensioni ] Perché quando i nostri intrepidi periferici ragazzi entravano in azione, erano cazzi per tutti.

 Boccadimiele (detta Bouche, oppure Faina), una ragazza con un caschetto di capelli neri, occhi orientali, una fascinosa bocca color papavero e un giubbotto di cuoio croccante, stava tatuando col suo serramanico un muretto privo di personalità. Col coltello sapeva fare tutto, da aprire un’auto a chiudere una discussione. Era bella come un raggio di sole tra i dormitori della periferia, come una goccia di sangue, come il balzo di un gatto.
 Accanto a lei, tirando le orecchie ad una chitarra per intonarla, era seduto Rangio (detto Toccaceli, oppure lo Svelto), quindicenne smilzo con capelli vichinghi, camiciotto a scacchi e gambe nude su cui ogni tanto appariva una chiazza di jeans. Le sue scarpe erano così sofferte che sembravano appartenute a Rod Laver da piccolo. Lo decoravano cinquantasei badge inneggianti a gruppi rock, candidati socialdemocratici olandesi, balene, lupi, indios e morituri in genere.
 La terza componente della gang, Iri (detta la Sconvolta), camminava su e giù con la sua amica inseparabile, una piccola giapponese con un occhio solo du nome Okumi 2050. Iri aveva chioma verdazzurro con sfumature sanguigne, giacca cosacca, pantacalze argento d’antan e stivaletti di un materiale verde brillante simile a pastiglia Valda masticata. Okumi era argentea, col naso nero, ed era una telecamera.
 - Dichiaro aperta l’operazione Elianto – disse Iri con decisione, puntando Okumi sugli amici.
 Rangio approvò quelle parole con un arpeggio di chitarra e Boccadimiele fece ruotare la lama del coltello tra le dita, veloce come non si vede neanche in un bar di Marsiglia.
Perché quando i nostri intrepidi periferici ragazzi entravano in azione, erano cazzi per tutti. 
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da Elianto, Stefano Benni


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21 giugno 2007

[ Recensioni ] Lassammo fa' Dio

'A dummeneca 'e Pasca
d' 'o mille e noveciento, 'o Pateterno
(ca s'è susuto sempe 'int' e primm'ore)
di buonissimo umore
se scetaie mmerz' 'e sette,
fece chiammà san Pietro e lle dicette:
- Pie', siente, stammatina
è na bella iurnata
e ll' aria è fina fina:
vurria fa na scappata
'n Terra... Che te ne pare?
- Mah! - dicette san Pietro - (santo napulitano e,
mparaviso, capo guardapurtone)
-Mah... Lei siete il padrone!
Vulite vedè 'a Terra? E fate pure...
Però....... vedete... francamente, 'a Terra
è nu poco afflittiva.
V'avesse disgustà?...
- Ma che! Che dici!
Su, vèstiti! Scendiamo...
Dove ci fermeremo? Dove andiamo?...
Napoli!... Che? Ti pare?
- Eh! Sissignore:
se dice: Vide Napule e po' muore!
_______________________________________________________________________________________________
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Lassammo fa' Dio, Salvatore Di Giacomo
testo integrale




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15 giugno 2007

Uocchie de suonno



Uocchie de suonno nir appassiunate
che de lu mele la dulcezza avite
perché tu sti guardate ca facite
vuje nu vrasiere mpietto m'appicciate

ve manca la parola e me parlate
pare ca senza lacrime chiagnite
de sta faccella ianca n'arma site
uocchie bell uocchie doci, uocchie affatati

vuje ca nsieme a li ciuri v'arapite
e nsieme cu li ciuri ve nzerrate
ciuri de passione me parite
cu li sentimenti de l'innammurati

m'avite fatto male, e lu ssapite
uocchie de suonno, nir appassiunate
m'avite fatto male, e lu ssapite
uocchie de suonno, nir appassiunate

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permalink | inviato da nerokiaro il 15/6/2007 alle 17:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


14 giugno 2007

[ Recensioni ] Tutti cercano qualcosa



Tutti cercano qualcosa magari per vie infinite,
magari per vie difficili e misteriose.
A volte con arroganza e a volte senza pudore,
a volte senza speranza e ormai nemmeno più dolore.
Soltanto per un po' di tempo o per la vita intera,
nel sole di mezzogiorno o nella polvere di questa lunga sera.

Tutti cercano qualcosa che non sanno più,
ma io di più,
ma io di più.
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da Tutti cercano qualcosa, F. De Gregori
img di
paulchadik




permalink | inviato da nerokiaro il 14/6/2007 alle 10:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


11 giugno 2007

[ Recensioni ] T'aggiusto io per le feste

 
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7 giugno 2007

[ Recensioni ] Un dentifricio

[...]

Oprah Winfrey - Ho letto che una delle sue ex mogli ha detto che in certi periodi lei era molto povero, assolutamente senza un soldo; e i giornalisti le telefonavano dicendo che le avrebbero  pagato 2.000 dollari e anche più per un’intervista, ma lei si rifiutava rispondendo che tutto ciò che conosceva lo aveva già messo per iscritto.

Cormac McCarthy - Beh, ero molto occupato. Avevo altre cose da fare.

Oprah Winfrey - Occupato? Non le interessano le cose materiali?

Cormac McCarthy - No. Voglio dire, non è che non mi piacciano le cose materiali. Alcune sono molto belle. Ma vengono certamente dopo l’esigenza di vivere la tua vita facendo quello che vuoi fare.

Oprah Winfrey - Mmm …

Cormac McCarthy - E ho sempre saputo che non volevo lavorare.

Oprah Winfrey - E come ci riesce? Piacerebbe a tutti saperlo.

McCarthy: Beh, bisogna impegnarsi.

Oprah Winfrey - Naturalmente.

Cormac McCarthy - Ma era la mia priorità numero uno …

Oprah Winfrey - Il fatto che non voleva avere un lavoro che l’avrebbe costretta a stare in ufficio dalle nove alle cinque?

Cormac McCarthy - Precisamente. Ho sempre pensato che si è qui una volta sola, che la vita è breve e che passare ogni giorno a fare quello che altri ti dicono di fare non è il modo giusto di vivere. E non ho nessun consiglio da dare su come farlo, tranne che se ci si impegna a fondo è probabile che ci si riesca.

Oprah Winfrey - Perciò ha lavorato per non lavorare?

Cormac McCarthy - Proprio così. Questa è la priorità numero uno.

Oprah Winfrey - E non avere denaro è stato un problema?

Cormac McCarthy - Beh, ero molto…



Oprah Winfrey - Perché è vero che era così povero che le è capitato di non poter pagare nemmeno un hotel da quaranta dollari al mese?

Cormac McCarthy - Sì.

Oprah Winfrey - Beh, questo significa essere davvero povero.

Cormac McCarthy - Quell’episodio è avvenuto a New Orleans… era una piccola stanza d’albergo…

Oprah Winfrey - Da soli 40 dollari al mese e lei non aveva nemmeno quelli.

Cormac McCarthy - Sì, e mi hanno buttato fuori. Allora ero molto ingenuo. Ero convinto che in un modo o nell’altro tutto sarebbe andato bene. Ed è stato proprio così. Sono sempre stato molto fortunato. Quando la situazione era particolarmente dura, succedeva sempre qualcosa di assolutamente imprevisto.

Oprah Winfrey - Wow. E’ stupefacente. Ed è vero che una volta era talmente al verde da non potersi comprare nemmeno un dentrificio?

Cormac McCarthy - Sì. Vivevo in una baracca nel Tennessee e avevo finito il dentrificio. E un mattino sono andato all’ufficio postale per vedere se era arrivato qualcosa. E nella mia cassetta delle lettere c’era un dentrificio.

Oprah Winfrey - Un campione omaggio?

Cormac McCarthy - Già, un campione omaggio. Ma la mia vita è piena di episodi come questo. E’ sempre stato così: quando la situazione si faceva critica, succedeva sempre qualcosa.
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Estratto da

il Foglio / 7 giugno 2007
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E mo' m'è venuta voglia di leggere il suo libro.
Gooooooooogleeee, The road, Cerca...
Poi vi dico eh!
 


1 giugno 2007

[ Recensioni ] Io l'ho conosciuto

Io l'ho conosciuto bene l'uomo che guardava le nuvole
ci vedeva tante cose in tutte quelle strane forme lui
ci vedeva un mondo nuovo come un sogno lì da prendere
ma non ci arrivava mai.
Mi ricordo che un bel giorno c'era un nuvolone candido
io gli dissi sembra un orco, mentre a lui pareva un angelo
forse perchè ognuno vede solo ciò che vuol vedere
e poi, un pò come la verità.

è una storia come un'altra, forse qualcuno l'ha sentita già
si può cambiare eppure sempre uguale sarà la storia dell'umanità.

E di nuvole ne son passate ormai
e ne passeranno ancora più che mai da qui
ne passeranno si.



Ora che sarà più vecchio quel mio amico cuore nobile
cosa vede nel suo specchio, questo gli volevo chiedere
ma mi han detto che si è perso nel limpido di un cielo terso
ormai..piu nessuno sa dov'è

Io l'ho conosciuto bene l'uomo che guardava le nuvole
forse per bisogno di amore, forse per bisogno di favole
e che in fondo ognuno crede solo a cio che vuole credere
un po come la verità.

è una storia come un'altra, forse qualcuno l'ha sentita già
si puo cambiare eppure sempre uguale sarà la storia che ognuno nel tempo vivrà.

Si puo cambiare eppure sempre uguale sarà la storia dell'umanità.

E di nuvole ne son passate ormai e ne passeranno ancora su di noi
ancora su di noi..
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Eros Ramazzotti, L'uomo che guardava le nuvole 
img: gilad




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Chi sono

Mi chiamo Christian Aletto
e mi occupo di design della comunicazione visiva.

Dal 2002, con lo studio Nerokiaro 
realizzo prodotti per il web e la stampa e sviluppo strategie di comunicazione integrata per enti, istituzioni e aziende;
dal 2006 sono anche art director 
della web agency Dol.

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